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Soy un viajero y un navegante, y cada día

descubro una nueva región de mi alma.

 

Khalil Gibran

 

 

   

 

 

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3 comentarios

nisu.- -

Claudia,
Non parlo italiano. Vorrei parlarlo.
Ho cercato la traduzione e non la ho trovata, ma piccolo da piccolo ho leido esso.
grazie…

Ariadna,
Más que fotografía, me gusta la vieja palabra "Instantanea". A fin de cuentas es capturar un instante y en ello interviene el azar...
Todo lo que dices ahora que la miro veo que está ahí, pero tampoco era intencionado.
Eso sí, está bien eso de que "el horizonte es curvo". Suena hasta poético, pero la realidad es que el mar, y sobre todo sobre un barco, se empeña, y mucho, en no estar plano. Había buenas olas. Eso de un horizonte recto y plano sólo pasa en las idílicas películas del caribe...
Gracias.-

Ariadna -

Tu página genial.
La recorro a menudo varias veces.
Te animo a que pongas más fotos tuyas. Esta me encantó.
Me llama mucho la atención el equilibrio, ese horizonte curvo que hace de equilibrio entre la tierra de costa y el reflejo de un sol que no se ve. Todo azul y perfectamente equilibrado.
Me gustó. Y te lo dice alguien que sabe de fotografía.
Saludos.

claudia -

?hablas italiano?

"Gulliver"

Nelle lunghe ore d' inattività e di ieri
che solo certa età può regalare,
Samuele Gulliver tornava coi pensieri
ai tempi in cui correva per il mare
e sorridendo come sa sorridere soltanto
chi non ha più paura del domani,
parlava coi nipoti, che ascoltavano l' incanto
di spiagge e odori, di giganti e nani,
scienziati ed equipaggi e di cavalli saggi
riempiendo il cielo inglese di miraggi...

Ma se i desideri sono solo nostalgia
o malinconia d' innumeri altre vite,
nei vecchi amici che incontrava per la via,
in quelle loro anime smarrite,
sentiva la balbuzie intellettuale e l' afasìa
di chi gli domandava per capire.
Ma confondendo i viaggi con la loro parodia,
i sogni con l' azione del partire,
di tutte le sue vite vagabondate al sole
restavan vuoti gusci di parole...

Poi dopo, ripensando a quell' incedere incalzante
dei viaggi persi nella sua memoria,
intuiva con la mente disattenta del gigante
il senso grossolano della storia
e nelle precisioni antiche del progetto umano
o nel mondo suo illusorio e limitato,
sentiva la crudele solitudine del nano,
sentiva la crudele solitudine del nano
nell' universo quasi esagerato,
due facce di medaglia che gli urlavano in mente:
"da tempo e mare, da tempo e mare,
da tempo e mare, da tempo e mare,
da tempo e mare non s' impara niente..."

Francesco Guccini
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